Condivisione di esperienze COVID-19: la risposta italiana

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L’Italia è stato il primo paese occidentale ad essere stato pesantemente colpito dal COVID-19. In risposta all’epidemia, il governo e la comunità italiana, a tutti i livelli, hanno reagito con forza ed efficacia, invertendo cosi la traiettoria dell’epidemia grazie all’attuazione di una serie di misure rigorose e su base scientifica. Determinazione, collaborazione e unità sono stati i tratti distintivi della risposta italiana. Questo video racconta la storia dell’esperienza italiana: www.who.int/COVID-19

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  1. 😱QUANTO SEI FALSO…E VENDUTO😱LA OMS CERCA ALLEATI INGINOCCHIATI COME L.ITALIA DAVANTI ALLA CINA..ABBIAMO REGALATO MIL.DI MASCHERINE A QUESTI ASSASSINI MENTRE I NOSTRI SANITARI MORIVANO SENZA…CANTATE VITTORIA CON 40.000 MORTI SULLE SPALLE…PAGUERETE PRIMA O POI…

  2. Questa pandemia è la più disastrosa da quando esiste l’OMS (World Health Organization, WHO, 1948), e questo virus è uno dei peggiori con cui l’umanità abbia mai avuto a che fare, i vari virus del passato, (L’influenza Asiatica A/H2N2, l’influenza di Hong Kong A/H3N2, la SARS-CoV, L’Influenza Aviaria A/H5N1, l’Influenza Suina A/H1N1, la MERS-CoV,) erano delle “barzellette” al confronto, solo la pandemia della Spagnola (alias virus tipo A/H1N1) del 1918/1920 fece più danni (500 milioni di infettati su 2 miliardi di popolazione mondiale, 30/50 milioni di morti). Ma il periodo era diverso, si usciva dalla Prima Guerra Mondiale, e la sanità non era certo quella di oggi, e poi la spagnola (alias influenza A sottotipo H1N1) era una variante molto più aggressiva di quella che è l’influenza stagionale di oggi, questo virus invece (il SARS-CoV-2) è un virus molto più complesso (circa 30 mila nucleotidi) dell’influenza stagionale, e si diffonde molto facilmente (grazie anche agli asintomatici, circa il 30% del totale infetti). Secondo i dati dell’OMS, l’influenza (Tipo A) globalmente, ogni anno, colpisce da 350 milioni a 1 miliardo di persone, i casi che evolvono in complicanze che causano il decesso, vanno da 250 mila a 500 mila persone all’anno, soprattutto tra i gruppi di popolazione a rischio (bambini sotto i 5 anni, anziani oltre i 70 anni e persone affette da malattie croniche). Nei Paesi industrializzati l’influenza si rivela fatale soprattutto tra le persone di età superiore ai 65 anni. Le differenze climatiche fanno sì che nelle regioni temperate il virus circoli con maggiore intensità nei mesi invernali mentre nelle regioni tropicali sia presente tutto l’anno.
    Confrontando i dati dell’influenza (Tipo A) con la Covid 19 (il virus SARS-CoV-2), vediamo che sembra non avere un periodo stagionale, i casi di decesso (anche nei paesi industrializzati), oltre che tra le persone a rischio (bambini, anziani, immunodepressi), si riscontrano anche nelle altre fasce di età (per fortuna in modo minore).
    il SARS-CoV-2, è un virus nuovo, con cui non abbiamo nessuna immunità, (diversamente dall’influenza stagionale, che circola da molti anni), con il SARS-CoV-2 non si è ancora raggiunta la cosiddetta “immunità di gregge”, quindi il rischio di perdere il controllo della sua diffusione e di ritrovarsi con milioni di persone malate contemporaneamente, con conseguente collasso degli ospedali e della sanità, è troppo alto, le conseguenze sarebbero catastrofiche, (milioni di morti che si sarebbero potuti salvare con un ricovero in ospedale). Probabilmente tra qualche anno, quando si sarà raggiunta “l’immunità di gregge” a livello mondiale, il SARS-CoV-2 non sarà più pericoloso dell’influenza, ma fino a quel momento non si può perdere il controllo dei contagi, anche se si devono adottare misure restrittive della libertà. Di sicuro essendo un virus nuovo, che non si conosce ancora bene, fino a quando tutta la popolazione mondiale, non avrà una naturale immunità, (perché si è ammalata o perché è stata vaccinata), non si potrà abbassare la guardia. Per essere precisi, l’erre con zero (R0), cioè il potenziale di trasmissibilità (la contagiosità) del virus SARS-CoV-2 (la Covid 19), secondo l’OMS, è tra 1,4 e 3,8, (cioè una persona infetta, può trasmetterlo a un minimo di 1 persona e fino a un massimo di quasi 4 persone). A titolo di esempio l’erre con zero (R0) del Vaiolo era tra 3,5 e 6, la Spagnola (H1N1 del 1918) era tra 1,4 e 2,8, l’influenza di Hong Kong (H3N2 del 1968) era tra 1,1 e 3,6, la SARS-CoV (del 2002) era tra 2 e 5, la Suina (H1N1 del 2009) era tra 1,4 e 1,6, la MERS-CoV (del 2012) era tra 0,3 e 0,8, mentre l’influenza stagionale ha un erre con zero (R0) tra 0,9 e 2,1. Per rendere meglio l’idea, provate ad immaginare un virus che si diffonde con R0 pari a 2, quindi,
    1 persona malata, lo trasmette a 2 persone, che a loro volta lo trasmettono a 4 persone, e così via. La sequenza esponenziale della trasmissione con R0 = 2, procederebbe così: 2, 4, 8, 16, 32, 64, 128, 256, 512, 1024, dopo 10 passaggi siamo arrivati a 2046 persone contagiate, ma se proseguiamo, 2048, 4096, 8192, 16.384, 32.768, dopo 15 passaggi siamo arrivati a 65.534, se proseguiamo ulteriormente, 65.536, 131.072, 262.144, 524.288, 1.048.576, dopo 20 passaggi abbiamo superato 2 milioni di contagi.
    Ad oggi (27-09-2020) nonostante tutte le misure di contenimento sono state contagiate circa 33 milioni di persone in tutto il mondo e sono decedute a causa delle complicanze 1 milione di persone, probabilmente per riuscire a sconfiggerlo bisognerà aspettare il Vaccino (che però potrebbe essere efficace solo al 70%) oppure gli Anticorpi Monoclonali. Ma nell’attesa del vaccino la cosa migliore che possiamo fare è mantenere la distanza di 1 o 2 metri, lavarci spesso le mani, e utilizzare la mascherina (quella chirurgica per ridurre la diffusione del virus, (non contagiando gli altri), oppure quelle FFP2 o FFP3 per ridurre la possibilità di contrarre il virus).

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